Quali contenuti non devono mancare nel piano editoriale social?

In breve: un piano editoriale social efficace deve alternare contenuti educativi, di intrattenimento, persuasivi, di riprova sociale (social proof) e storytelling. Il loro valore dipende da come accompagnano l’audience nel funnel di marketing — TOFU, MOFU e BOFU — e da obiettivi SMART.

Pubblicare ogni settimana non equivale ad avere una strategia. Un Reel può farti conoscere, una testimonianza può costruire fiducia e una proposta commerciale può generare richieste di contatto. Se il tuo piano editoriale (PED) prevede soltanto promozioni o contenuti divertenti, rischia di trascurare alcune fasi decisive del percorso di acquisto.

È uno dei problemi affrontati anche nel nostro articolo sugli errori più comuni nella gestione dei social media aziendali. La domanda da porsi non è solo «cosa pubblichiamo?», ma «quale risultato vogliamo ottenere?».

 

Cos’è il funnel di marketing: TOFU, MOFU e BOFU

Il funnel di marketing descrive le fasi che una persona attraversa dalla scoperta di un brand alla decisione di acquistare o contattarlo. È utile distinguere tre momenti:

  • TOFU – Scoperta: raggiungere persone che ancora non conoscono l’azienda. Servono contenuti capaci di attirare attenzione e offrire valore.
  • MOFU – Considerazione: aiutare chi è interessato a informarsi, confrontare alternative e maturare fiducia.
  • BOFU – Conversione: agevolare una scelta concreta, come richiedere un preventivo, prenotare o acquistare.

Il percorso non è necessariamente lineare: un utente può passare direttamente dalla scoperta al contatto. Il funnel serve a non lasciare scoperte esigenze importanti. Un piano editoriale che punta solo alle visualizzazioni può trascurare la conversione; uno fatto soltanto di offerte può non attrarre nuovi clienti.

I 5 contenuti indispensabili per il PED aziendale

1. Contenuti educativi – TOFU e MOFU. Rispondono alle domande dei clienti, spiegano problemi e dimostrano competenza: tutorial, caroselli, guide e Reel informativi. Pringo, ad esempio, ha sviluppato per Battisti Home rubriche video su temi legati al mercato immobiliare.

2. Contenuti di intrattenimento – soprattutto TOFU. Coinvolgono attraverso curiosità, creatività ed esperienze, senza inseguire necessariamente ogni trend. Per Il Gagà, i video sulla preparazione delle pizze e sulla cottura alla brace raccontano il locale con un linguaggio immediato. Anche la piattaforma conta: approfondisci le differenze tra Instagram e TikTok.

3. Contenuti persuasivi – soprattutto BOFU. Presentano benefici, servizi, offerte o risposte alle obiezioni e invitano a un’azione precisa, come prenotare o richiedere informazioni. Per chi vende prodotti, possono sostenere una strategia di social commerce.

4. Social proof – MOFU e BOFU. Recensioni autentiche, testimonianze e casi studio offrono conferme a chi sta valutando l’azienda. Meglio mostrare un’esperienza documentata che dichiarare genericamente di essere «i migliori». Usa soltanto testimonianze reali e autorizzate.

5. Storytelling – TOFU e MOFU. Storie del fondatore, del team e del lavoro quotidiano rendono il brand riconoscibile e umano. Per Battisti Home, Pringo affianca ai contenuti informativi anche video di personal branding del fondatore: un esempio di narrazione che sostiene la fiducia.

Queste categorie non sono rigide: un video può educare, intrattenere e convincere allo stesso tempo. Conta la sua funzione principale rispetto all’obiettivo della pubblicazione.

foglio sul tavolo con caffè e cellulare
Come collegare contenuti e obiettivi SMART

Un PED non diventa strategico semplicemente perché contiene tutte e cinque le categorie. Occorre collegare ogni contenuto a obiettivi SMART: specifici, misurabili, raggiungibili, rilevanti e definiti nel tempo.

«Vogliamo crescere sui social» è vago. «Aumentare da 10 a 15 le richieste di preventivo mensili attribuibili ai social entro tre mesi» è un esempio di obiettivo misurabile, da validare rispetto ai dati storici e alle risorse dell’azienda.

  • TOFU: copertura, visualizzazioni e utenti raggiunti che non seguono il profilo.
  • MOFU: salvataggi, interazioni pertinenti, visite al profilo e clic di approfondimento.
  • BOFU: contatti qualificati, preventivi, prenotazioni e acquisti effettivamente tracciabili.

Like e follower da soli non bastano: il risultato dipende da ciò che l’azienda intende ottenere. Per approfondire il tema, leggi come avere successo sui social.

Come distribuire i contenuti nel piano editoriale

Una possibile sequenza di cinque pubblicazioni distribuite nell’arco di due settimane prevede:

  • Educativo (TOFU): un Reel che risponde a una domanda frequente.
  • Intrattenimento (TOFU): un video creativo su un prodotto o sul lavoro quotidiano.
  • Storytelling (TOFU/MOFU): il racconto di una persona o di un momento significativo.
  • Social proof (MOFU/BOFU): una testimonianza o un progetto documentato.
  • Persuasivo (BOFU): un servizio spiegato chiaramente, con invito a contattare l’azienda.

Non è una proporzione obbligatoria: cambia secondo settore, pubblico e obiettivi. Per organizzare rubriche, formati e calendario senza improvvisare, consulta la guida Pringo su come costruire un piano editoriale per i social.

Come Pringo Group applica la strategia ai social

I progetti del portfolio Pringo mostrano come le diverse tipologie di contenuto possano contribuire agli obiettivi di comunicazione di un’azienda.

Per Salvi al Flaminio, la strategia Instagram valorizza la tradizione culinaria e la storia del ristorante attraverso storytelling e contenuti visivi originali, con l’obiettivo di aumentare la visibilità e rafforzare il legame con il pubblico.

Nel caso di Enoteca Rocchi, Pringo ha costruito una comunicazione che alterna contenuti informativi e promozionali, affiancando al racconto del brand obiettivi commerciali e monitoraggio delle performance.

Per Il Gagà, Reel e contenuti fotografici raccontano la preparazione dei piatti, l’atmosfera del locale e l’identità dei proprietari, unendo intrattenimento e storytelling.

Infine, per Flowers Garden, il piano editoriale combina video sulla varietà delle piante e sulla competenza del team, sketch divertenti e Stories dedicate alle iniziative commerciali.

Questi progetti dimostrano che non esiste un PED valido per tutte le aziende: la scelta dei contenuti deve dipendere dal pubblico, dagli obiettivi SMART e dalle diverse fasi del funnel, dalla scoperta del brand fino alla conversione.

Perché affidarsi a un’agenzia specializzata

Pringo Group sviluppa attività di social media management integrando analisi degli obiettivi, piano editoriale, copywriting, produzione fotografica e video e monitoraggio delle performance. Il valore di una gestione professionale non sta nel riempire il calendario, ma nell’attribuire a ogni contenuto uno scopo chiaro.

Per valutare come organizzare queste attività, puoi leggere anche il confronto tra Social Media Manager interno e agenzia. Se vuoi costruire un PED orientato agli obiettivi della tua azienda, contatta Pringo Group.

persone stanno guardando il grafico sul pc
FAQ

Quali sono i cinque contenuti indispensabili in un PED?
Contenuti educativi, di intrattenimento, persuasivi, social proof e storytelling. Devono essere scelti in funzione del pubblico e degli obiettivi, non pubblicati in quote fisse.
Cosa significano TOFU, MOFU e BOFU?
TOFU indica la scoperta del brand; MOFU la valutazione delle alternative; BOFU la fase più vicina alla conversione, come un acquisto o una richiesta di preventivo.
Quali contenuti utilizzare per convertire?
Contenuti persuasivi, dimostrazioni, testimonianze e casi studio possono favorire la decisione. È utile associare un invito all’azione concreto e misurare i contatti ottenuti.
Cos’è un obiettivo SMART per i social?
È un obiettivo specifico, misurabile, raggiungibile, rilevante e temporizzato. Ad esempio, aumentare entro tre mesi le richieste di preventivo attribuibili ai social, partendo da un valore noto.
Devo usare tutte le tipologie di contenuto ogni settimana?
No. Il mix si distribuisce nel tempo e cambia in base a obiettivi, fase del funnel, pubblico e risorse. Conta la copertura strategica delle esigenze, non la presenza obbligatoria di ogni categoria.

 

Pringo Group è un’agenzia di social media management e comunicazione strategica. Contattateci per richiedere una consulenza riservata.